Caso clinico: nevralgia del trigemino in una paziente anziana | Dr. Franco Caputi
Esperienza clinica diretta · Cluster trigemino

Nevralgia del trigemino:
il caso della signora RR

La signora RR aveva 88 anni quando fu finalmente trattata per la sua nevralgia del trigemino. Anni prima era iniziato tutto con un dolore improvviso nella parte media del viso, verso il labbro superiore — scambiato per un problema dentario, poi gestito con farmaci, poi quando i farmaci non bastavano più affrontato chirurgicamente.

Questo caso illustra in modo concreto il percorso reale di molti pazienti: ritardo diagnostico, confusione con il dolore dentale, farmaci efficaci poi non più, e infine la procedura giusta per il profilo clinico giusto.

88 annietà della paziente al momento del trattamento
V2branca mascellare: guancia e labbro superiore
Percutaneaprocedura scelta per l’età e le condizioni
Aprilemese dell’intervento

Nota: i dati identificativi della paziente sono anonimi. Caso pubblicato con consenso.

E-E-A-T caso clinico reale, non simulato
Insegnamento ritardo diagnostico tipico: anni scambiati per dolore dentario
Scelta procedurale età avanzata → percutanea in anestesia locale
Esito sollievo dal dolore dopo la procedura

La storia della signora RR

La signora RR aveva 88 anni quando arrivò alla nostra osservazione. Molti anni prima aveva iniziato ad avvertire un dolore improvviso nella parte media del viso, verso il labbro superiore e la guancia. Le crisi comparivano mentre mangiava, mentre parlava, oppure durante attività del tutto normali come lavarsi il viso.

Il dolore era fulminante, simile a un mal di denti violentissimo, ma brevissimo e ripetuto più volte nel corso della giornata. Era sempre sullo stesso lato del viso, sempre nella stessa zona. Tra un attacco e l’altro la signora stava bene.

Il pattern è quello tipico. Scarica brevissima, violentissima, unilaterale, con trigger banali, periodo refrattario tra gli attacchi. È uno dei quadri clinici più caratteristici della medicina.

Il percorso verso la diagnosi: anni di errori

Per lungo tempo il dolore fu attribuito ai denti. Visite dentistiche, controlli, trattamenti — il dolore continuava. La distribuzione del dolore alla guancia e alla mascella superiore rendeva plausibile la confusione con una causa dentaria.

Solo quando il quadro divenne inequivocabile — dolore a scarica perfettamente delimitato al territorio V2, trigger cutanei chiari, risposta al Tegretol — la diagnosi di nevralgia del trigemino fu finalmente formulata.

Il ritardo diagnostico è la norma, non l’eccezione. La causa più frequente è esattamente questa: il dolore alla guancia e alla mascella superiore viene attribuito ai denti. Come distinguerla →

La timeline diagnostica

1
Anni primaComparsa del dolore

Dolore improvviso, labbro superiore e guancia destra. Brevissimo, violentissimo, scatenato da masticazione e parola.

2
Periodo intermedioVisite odontoiatriche ripetute

Il dolore viene interpretato come problema dentario. Trattamenti, controlli, nessun miglioramento.

3
Diagnosi correttaNevralgia del trigemino riconosciuta

Il pattern del dolore orienta immediatamente la diagnosi. Viene prescritto il Tegretol.

4
Fase farmacologicaTegretol: beneficio iniziale

La carbamazepina controlla le crisi e la signora migliora significativamente.

5
ProgressioneI farmaci non bastano più

Il dolore torna nonostante il Tegretol. Compaiono sonnolenza, instabilità e alterazioni degli esami.

6
Valutazione neurochirurgicaDiscussione delle opzioni

L’età di 88 anni rende necessaria una scelta attenta e personalizzata.

7
AprileProcedura percutanea

Viene eseguita una procedura percutanea mirata, in anestesia locale. Il dolore recede.

La terapia farmacologica: efficace poi insufficiente

Il percorso della signora RR con i farmaci è rappresentativo di quello di molti pazienti. La carbamazepina è il farmaco di prima linea e controlla efficacemente le crisi nella maggior parte dei casi, almeno inizialmente.

Tegretol: la prima linea

Efficace inizialmente nell’80–90% dei pazienti. Nel tempo si sviluppa spesso una perdita di efficacia progressiva.

Gli effetti collaterali

Sonnolenza, instabilità in deambulazione, alterazioni degli esami epatici, iponatriemia, rash cutaneo.

Un dato recente importante: la chirurgia non è l’ultima risorsa: nei pazienti idonei, è la scelta più efficace. Nel caso della signora RR l’età rendeva la MVD inadatta, ma la procedura percutanea ha liberato la paziente dalla dipendenza dai farmaci.

La scelta chirurgica: perché la procedura percutanea a 88 anni

A 88 anni la valutazione del rischio è diversa rispetto a un paziente di 50. La decompressione microvascolare richiede anestesia generale prolungata, apertura del cranio e ricovero: in una paziente anziana questo rischio può essere sproporzionato.

Le procedure percutanee si eseguono in anestesia locale o sedazione brevissima, hanno durata ridotta e permettono la dimissione in giornata o il giorno successivo.

Un dato di E-E-A-T dalla pratica diretta: il Dr. Caputi ha trattato con rizolisi glicerolica pazienti fino a 93 anni, confermando nella propria esperienza ciò che le linee guida indicano: le procedure percutanee non hanno un limite d’età rigido.

Nel caso della signora RR fu scelta una procedura percutanea mirata, con l’obiettivo di trattare selettivamente le fibre responsabili del dolore nel territorio V2. L’intervento fu eseguito nel mese di aprile. Il dolore recedé.

Cosa insegna questo caso

La storia della signora RR è utile non come caso eccezionale, ma come caso tipico.

1. Il ritardo diagnostico è evitabile

Il pattern del dolore trigeminale è riconoscibile dalla prima visita.

2. Il dolore dentario è la trappola più comune

Il discriminatore è semplice: il dolore dentale è continuo; la nevralgia è a scariche brevissime.

3. I farmaci funzionano ma non per sempre

Pianificare il passaggio alle opzioni chirurgiche evita di aspettare che la situazione diventi insostenibile.

4. L’età avanzata non preclude il trattamento

88 anni non è una controindicazione alla chirurgia: orienta verso il tipo di chirurgia più adatta.

5. Non esiste una sola procedura per tutti

La scelta dipende da storia clinica, RM, risposta ai farmaci e condizioni generali.

6. La paura si supera con l’informazione

Il colloquio informativo è parte integrante del trattamento.

Contesto clinico aggiornato: cosa è cambiato dal 2017

La pagina originale di questo caso risale al 2017. Da allora la letteratura scientifica ha prodotto aggiornamenti importanti che arricchiscono il contesto clinico.

Heinskou TB, et al.J Neurol. 2025. Studio prospettico a 5 anni: la MVD offre un controllo del dolore superiore e più alte percentuali di sospensione farmaci rispetto alla sola terapia medica.
Bendtsen L, et al.Lancet Neurol. 2020;19(9):784–796. Le linee guida EAN indicano la chirurgia come opzione da considerare secondo indicazioni specifiche.
Lambru G, et al.Pract Neurol. 2021;21(5):392–402. Le percutanee restano centrali nei pazienti anziani o fragili.

Domande frequenti su questo caso

Cosa insegna questo caso sulla diagnosi della nevralgia del trigemino?

Il caso illustra il ritardo diagnostico tipico: anni di dolore trattato come problema dentario prima della diagnosi corretta.

Perché a 88 anni è stata scelta una procedura percutanea?

L’età avanzata e le condizioni generali orientavano verso una procedura percutanea, meno invasiva della MVD.

Il caso mostra la difficoltà di distinguere il dolore trigeminale dal dolore dentario?

Sì. Il dolore V2 viene facilmente attribuito ai denti. La differenza chiave è il carattere a scarica brevissima, con intervalli di benessere completo.

Come vengo informato se il mio dolore è simile?

Se il dolore è brevissimo, violento, unilaterale, scatenato da masticazione, parola o tocco leggero, il sospetto di nevralgia trigeminale è forte.

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