Neurochirurgo

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Dr. Caputi

Osteoporosi e cemento vertebrale

La signora D.A. raccontava che con l’età (76 anni) vengono tutti i malanni, ed intanto si trascinava aggrappandosi all’amorevole braccio della figlia. Poi, curva e dolente, girava lo sguardo verso il treppiede che usava come bastone ed aggiungeva con malizia “gli uomini si giravano a guardare le mie gambe!”. In termini più crudi la signora era venuta per un mal di schiena che da qualche settimana era diventato più insistente accompagnandosi a dolore lungo la coscia, verso il ginocchio. La risonanza magnetica mostrava una frattura osteoporotica di L1 ed una protrusione discale ad L3-L4. L’elettromiografia rivelava la sofferenza della radice di L4 (il “nervo” diretto al ginocchio). Le medicine risultavano inefficaci e l’opinione dei medici consultati rientrava fondamentalmente in due categorie: scetticismo verso qualsiasi trattamento aggressivo e propensione per la riabilitazione e sull’altro versante rinforzo vertebrale “chirurgico” seguito da riabilitazione. La risonanza magnetica qui presentata dimostra la frattura “a pizza ” di L1 e la protrusione discale. La voce della signora interruppe ancora lo sguardo del medico chino sulla scrivania: “allora lo mettiamo un pò di cemento ?”. Il suo tono rude ma determinanto condusse il discorso verso le possibilità chirurgiche ed i rischi che esse comportavano. Sarebbe stato logico

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