Neuropatia compressiva — Nervo mediano

Sindrome del tunnel carpale

La compressione del nervo mediano nel canale del carpo è la neuropatia periferica più comune. Causa dolore notturno, formicolio alle prime tre dita e perdita della sensibilità fine della mano.

Illustrazione anatomica del nervo mediano nel canale del carpo

Anatomia e meccanismo

Il tunnel carpale è un canale osteofibroso al polso, delimitato dalle ossa del carpo sul fondo e dal legamento trasverso del carpo (retinacolo dei flessori) sul soffitto. Attraverso questo tunnel corrono il nervo mediano e i nove tendini flessori delle dita.

Quando la pressione nel canale aumenta — per edema, degenerazione infiammatoria dei tendini, ispessimento del legamento o varianti anatomiche — il nervo mediano viene compresso cronicamente. Il risultato è un'alterazione progressiva della conduzione nervosa sensitiva e, nelle forme avanzate, motoria.

Chi colpisce

Il tunnel carpale colpisce prevalentemente le donne con un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini. L'incidenza stimata in Italia è di circa 276 casi ogni 100.000 abitanti/anno (Mondelli et al., Toscana Medica 1999); negli USA si registrano 149 casi/100.000/anno per le donne e 52 per gli uomini (Stevens et al., Neurology 1988). Il picco di incidenza cade tra i 50 e i 59 anni; in oltre la metà dei casi i sintomi sono bilaterali.

Fattori di rischio: lavori con movimenti ripetitivi del polso (cucito, cassa supermercato, uso prolungato del mouse), gravidanza, ipotiroidismo, diabete mellito, artrite reumatoide, trauma pregresso al polso.

Sintomi tipici

I sintomi coinvolgono il territorio del nervo mediano: il palmo della mano, l'indice, il medio e la metà radiale dell'anulare. Il dolore è tipicamente notturno e migliora scuotendo la mano. Nelle fasi iniziali è sufficiente immobilizzare il polso di notte con un tutore.

  • Formicolio e bruciore notturno alle prime tre dita e mezza
  • Sensazione di “addormentamento” della mano al risveglio
  • Difficoltà a tenere oggetti piccoli (bottoni, chiavi, monete)
  • Peggioramento con flessione o estensione prolungata del polso
  • Nei casi avanzati: ipotrofia dell'eminenza tenar (muscoli alla base del pollice)

Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica, confermata dagli esami strumentali:

  • Test di Tinel: percussione con martelletto sul polso → scossa elettrica nel territorio del mediano
  • Test di Phalen: flessione sostenuta del polso per 60 secondi → ricomparsa o accentuazione dei formicolii
  • ENG (elettroneurografia): misura la velocità di conduzione del nervo nel tunnel e quantifica il grado di compressione — esame indispensabile prima dell'intervento

In caso di dubbio diagnostico, un'ecografia ad alta risoluzione del polso mostra l'ispessimento del nervo mediano a monte del legamento.

Trattamento conservativo

Quando il dolore è di insorgenza recente (meno di sei mesi) o correlato a un sovraccarico temporaneo, la terapia conservativa offre buone probabilità di successo:

  • Tutore notturno per il polso (posizione neutra): riduce i movimenti durante il sonno e abbassa la pressione nel canale
  • Antinfiammatori (FANS orali o topici): riducono l'edema dei tessuti
  • Infiltrazione locale di corticosteroide: efficace a breve termine, soprattutto nei casi infiammatori acuti
  • Fisioterapia e rieducazione ergonomica del gesto lavorativo

In assenza di miglioramento dopo 3–6 mesi, o in presenza di deficit motori, l'intervento chirurgico è la scelta appropriata.

Intervento chirurgico

Nelle forme croniche o con deficit motori, la decompressione chirurgica del tunnel carpale è il trattamento definitivo. L'intervento prevede una piccola incisione di circa 2 cm sul palmo o sul polso, eseguita in anestesia locale o loco-regionale.

L'apertura del legamento del carpo riduce immediatamente la pressione nel tunnel. I risultati sono in genere ottimi: il formicolio notturno cessa rapidamente, la forza si recupera in alcune settimane, la sensibilità in qualche mese a seconda della durata della compressione pregressa.

La durata dell'intervento è di 5–15 minuti; si esegue in ambulatorio o in day hospital. Il Dr. Caputi ha eseguito più di 650 decompressioni del tunnel carpale presso il S. Filippo Neri di Roma.

Soffri di formicolio notturno, debolezza della mano o riduzione della sensibilità alle dita? Una valutazione specialistica permette di distinguere i casi chirurgici da quelli trattabili in modo conservativo.

Prenota una valutazione

Domande frequenti

La fasciatura si rimuove in 7–10 giorni. Le attività leggere riprendono in 2–3 settimane; i lavori che richiedono forza al polso dopo 4–6 settimane. Il formicolio notturno cessa di solito entro pochi giorni; la sensibilità si recupera progressivamente nei mesi successivi.
Le recidive dopo una decompressione corretta del legamento del carpo sono rare (inferiori al 5%). Se ricompaiono sintomi a distanza di anni, va rivalutata la completezza della sezione del legamento. Un secondo intervento è possibile ma richiede maggiore attenzione alle strutture già mobilizzate.
I risultati a lungo termine sono comparabili. La tecnica endoscopica può ridurre il dolore post-operatorio nei primi giorni, ma richiede una curva di apprendimento più lunga per il chirurgo. La scelta dipende dall'esperienza dell'operatore e dalla morfologia del tunnel del singolo paziente.
Neurochirurghi.com

Dr. Franco Caputi

Neurochirurgo — Roma, Clinica Ars Medica · Tel 06 362081

Specialista in neurochirurgia cranica e spinale con esperienza pluridecennale nelle neuropatie compressive periferiche. Autore di studi sulla pressione nel tunnel carpale (S.I.N.Ch., Roma 2001) e riferimento per la microchirurgia dei nervi periferici.

Pagina a scopo informativo. Per una diagnosi accurata è necessaria una visita specialistica.