Neurochirurgo

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Dr. Caputi

Rizolisi glicerolica

La rizolisi glicerolica rappresenta una delle modalità più immediate per il trattamento della nevralgia del trigemino. È un trattamento fattibile a qualsiasi età, viene praticata in anestesia locale e richiede solo qualche ora di ricovero, dopodiché il paziente torna a casa dai suoi cari.

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Radiofrequenza pulsata

La radiofrequenza pulsata viene praticata con lo stesso apparecchio usato per la rizolisi a radiofrequenza. La temperatura però, nel caso della radiofrequenza pulsata. raggiunge un massimo di 42°. Essa è molto meno efficace della rizolisi a radiofrequenza e viene spesso praticata sulle branche periferiche del trigemino, cioè appena sottopelle.

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Mielina

La mielina riveste le fibre assoniche (fibre nervose) sia della motilità che della sensibilità. è abbondante nel sistema nervoso centrale (encefalo), ma avvolge anche le fibre nervose periferiche. Queste si trovano nei nervi diretti alle varie parti del corpo ed anche nel trigemino. Le fibre di più piccolo diametro, connesse con il dolore sono scarsamente mielinizzate. La mielina rappresenta il prodotto di un tipo particolare di cellule, distribuite lungo le fibre nervose assoniche: le cellule di Schwann. A livello dell’encefalo essa viele prodotta dagli oligodendrociti.

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Sindrome da deafferentazione trigeminale

Ci sono condizioni in cui la sensibilità del viso viene perduta. Appare la sindrome da deafferentazione trigeminale. Talvolta volontariamente il nervo trigemino ed i suoi rami sono stati recisi nella speranza di curare la nevralgia del trigemino. Altre volte per effetto collaterale di ripetuti trattamenti le fibre trigeminali conduttrici della sensibilità del viso sono state distrutte. In conseguenza di ciò la cute del viso risulta anestetizzata, volgarmente “addormentata”. Ci si aspetterebbe che non ci debba essere più dolore, perchè la pelle è “insensibile”. In realtà accade che il viso insensibile dolga ed il dolore risultante è più tormentoso della stessa nevralgia trigeminale. Si tratta della sindrome da deafferentazione trigeminale. Il dolore è diverso, continuo ed urente che non risponde più alle terapie tradizionali. La diagnosi non sempre è immediata. Ciò che accade è di difficile comprensione per il profano. Infatti il gruppo di celule in cui arrivano gli impulsi nocicettivi (della sensibilità dolorosa) del viso si alterano. Si sbilanciano da un punto di vista bioelettrico e rimangono in uno stato eccitatorio. Normalmente esse vengono bilanciate e “frenate” dalla elettricità (potenziali di azione) che arriva ad esse lungo le fibre della sensibilità. In questo caso parliamo ovviamente della sensibilità facciale. Queste

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Nevralgia trigeminale post-erpetica

La nevralgia  trigeminale post-erpetica consegue ad un’infezione da virus: l’herpes zooster. Esso colpisce il sistema nervoso localizzandosi nel ganglio di Gasser da dove si propaga lungo le fibre di uno dei rami del nervo trigemino, V1, V2 o V3.  L’infezione si manifesta a livello cutaneo con “l’eruzione erpetica”.  Il dolore trigeminale persistente, molto intenso, costituisce la nevralgia post-erpetica.

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Trigger point trigeminale

Trigger significa letteralmente “grilletto” ed è il punto che fa scattare il dolore trigeminale (ma può applicarsi anche in altri contesti). In questo caso un contatto anche lieve con un punto del viso (trigger point), scatena il dolore. Accade infatti che le afferenze sensitive fanno corto-circuito sulla via del dolore. Le afferenze sensitive sono in realtà gli stimoli derivanti dalla stimolazione tattile, propriocettiva (senso di posizione delle labbra e della bocca, senso di pressione sui denti e sulle mucose e sulla cute)  e termo-dolorifica.  Questi stimoli viaggiano su fibre di calibro diverso. Le fibre che conducono il dolore e la sensibilità termica sono le più piccole e prive di mielina. Quelle più grandi hanno un rivestimento mielinico, che però risulta alterato spesso per effetto di un conflitto vascolare, ma anche per altre cause. Queste fibre alterate quando vengono attivate dallo stimolo trigger cortocicuitano sulle fibre del dolore e provocano la “scossa” dolorosa. Si parla di conduzione ephaptica. Tipicamente infatti i pazienti che soffrono di nevralgia trigeminale non possono lavarsi il viso o truccarsi o radersi poiché la stimolazione in certi punti trigger fa scattare il dolore e provoca enormi sofferenze. Più frequentemente i trigger point sono intorno alle labbra e

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Le fibre componenti del nervo trigemino

Il nervo trigemino è costituito da fibre sensitive che innervano tutto il viso, nella sua parte inferiore o mandibolare (V3 – terza branca), media o mascellare (V2- seconda branca) e superiore o oftalmica (V1 – prima branca). Una quota minore di fibre è motoria e serve per il movimento della mandibola nella masticazione. Innerva il muscolo massetere ed è detta quota mandibolare. Non ha a che fare con la mimica o i movimenti espressivi del viso. La maggior parte delle fibre nervose costitutive del trigemino è “sensitiva”. Rende il viso “sensibile” ai diversi stimoli: tattili, pressori, termici e dolorifici. Spesso sfugge che la sensibilità delle fibre trigeminali ci permette di conoscere la posizione della mandibola (sappiamo se abbiamo la bocca aperta o chiusa anche senza guardarci allo specchio) e la sensibiltà dei denti. Per queste diverse forme di sensibilità le fibre del trigemino sono di vario spessore. Quelle più grandi e mieliniche sono per le varie forme di sensibilità facciale, quelle più piccole e scarsamente mielinizzate sono per il dolore ed il senso di caldo e freddo. Sono quelle direttamente interessate dal dolore trigeminale. Tutte convergono nel ganglio di Gasser e di lì, raccolte nella radice trigeminale, si dirigono verso

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Il tronco cerebrale ed il trigemino

Il tronco cerebrale rappresenta una parte dell’encefalo, alla base del cervello. è la sede di molte funzioni vitali, quale la vigilanza (lo stato di veglia), il respiro ed il battito cardiaco. Dei 12 nervi cranici, 10 originano in questa struttura. Fanno eccezione il I (1°), nervo olfattorio ed il II (2°), nervo ottico. Gli altri, compreso il trigemino, V (5°) nervo cranico, nascono dal tronco cerebrale. Il punto di origine del trigemino è rappresentato dal nucleo del trigemino o nucleo del V nervo cranico. All’origine del trigemino c’è l’eventuale conflitto vascolare, responsabile il più delle volte, ma non sempre del dolore trigeminale. Le fibre sensitive sono di dimensioni diverse, a seconda del tipo di sensibilità. Quelle più delicate, con rivestimento mielinico più delicato, sono per la sensibilità dolorifica e termica. Le altre raccolgono la sensibilità tattile, il senso di contatto profondo e quindi di pressione ed infine di posizione della mandibola. Alcune delle fibre sensitive della terza branca vanno verso il margine esterno della lingua. Raggiungono nel tronco cerebrale il nucleo sensitivo del trigemino dove “contattano” un secondo neurone. Di qui l’impulso dolorifico viene trasmesso verso il talamo e quindi raggiunge la corteccia cerebrale.

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Conduzione ephaptica

Alla base della nevralgia trigeminale c’è la demielinizzazione delle fibre mieliniche per effetto di una patologia o degenerazione propria della mielina, o frequentemente per una compressione sulle fibre nervose da parte di un vaso, usualmente l’arteria cerebellare superiore. Questo crea un corto circuito, per cui le fibre componenti del nervo entrano in un contatto patologico tra loro e cortocircuitano. Questo si chiama conduzione ephaptica. Le conseguenze Il nervo è composto da fibre che veicolano le varie forme di sensibilità facciale. esse sono di diametro diverso a seconda della loro funzione. Quelle connesse con la conduzione del dolore sono le più sottili e normalmente sono poco mielinizzate. La mielina è quella sostanza che isola le fibre una dall’altra. Per effetto della demielinizzazione patologica le fibre più piccole perdono la loro protezione. Anche le fibre più grandi, connesse per esempio con la sensazione del tatto facciale, perdono in qualche punto il loro rivestimento. Esse cortocircuitano con le fibre più piccole connesse con la conduzione del dolore e scatenano dei potenziali d’azione. Il potenziale d’azione delle fibre nervose più piccole è una scarica elettrica in miniatura che attiva i centri del dolore. La scarica è percepita come dolore. Trigger e conduzione ephaptica Lo

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Nevralgia trigeminale sintomatica

Il dolore nel territorio trigeminale rappresenta in questo caso il sintomo di una malattia. Ossia il nervo è alterato o compresso per effetto di un qualcosa che lo coinvolge “secondariamente”. Il dolore trigeminale è “secondario” e rappresenta il sintomo di una di queste condizioni: Tumori dell’angolo ponto-cerebellare, più comunemente meningiomi o neurinomi del nervo acustico, dermoidi e tumori disembriogenetici. Il tumore in questo caso comprime e sposta, stirando il nervo lungo il suo decorso. Ancora più raramente il dolore trigeminale è dovuto ad altri tipi di neoplasie che comprimono il nervo. malattie demielinizzaniti, ossia la sclerosi multipla lesioni intrinseche del tronco, di tipo vascolare o demielinizzante, tallra tumorali. Il dolore trigeminale sintomatico In questi casi (tranne che per la sclerosi multipla) il dolore si manifesta con caratteri di atipicità, ossia mancano le tipiche “scosse”. Non sempre è cosí anche in caso di tumore, specie per i meningiomi. La presenza di scosse in questi casi può simulare una nevralgia trigeminale tipica. Devono metere in allarme altri sintomi, quali una diminuzione della sensibilità facciale o la presenza di percezioni anomale sul viso (parestesie). Il quadro neurologico mostra dei segni deficitari quali alterazioni dell’equilibrio, della coordinazione o della percezione uditiva. Diagnosi della nevralgia

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