Neurochirurgo

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Dr. Caputi

Idrocefalo

Si tratta di una patologia congenita o acquisita, e letteralmente significa accumulo di “acqua” (liquor in termini propri) nelle cavità ventricolari. Il liquor si forma nei ventricoli (cavità naturali dell’encefalo), raggiunge attraverso una struttura chiamata acquedotto il IV ventricolo e poi diffonde intorno al cervello e negli spazi sub-aracnoidei spinali dove si riassorbe. L’idrocefalo consegue ad un “blocco” della circolazione liquorale. Esistono forme congenite ed acquisite: Le forme congenite si manifestano alla nascita e comunque nei primi mesi ed anni di vita per malformazioni o emorragie perinatali. Le forme acquisite sono dovute ad un blocco della circolazione liquorale per emorragia, tumore o alterazione dei sistemi di riassorbimento. Quando l’idrocefalo coinvolga tutto il sistema ventricolare (idrocefalo tetra-ventricolare), sia nelle forme congenite che acquisite, il trattamento è concettualmente lo stesso: la diversione del liquor attraverso un tubicino ed una valvola che si apre a “pressione”, quasi sempre nell’addome. Vi sono condizioni in cui l’idrocefalo riguarda solo i ventricoli laterali ed il terzo ventricolo. Si parla in questo caso di idrocefalo tri-ventricolare. in queste forme va considerata la possibilità di una diversione degli spazi sub-aracnoidei superando “il blocco” a livello dell’acquedotto. Ciò si realizza con una fenestrazione del pavimento del terzo ventricolo, effettuabile

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Frattura e stabilizzazione lombare

Le fratture vertebrali lombari conseguono usualmente ad un trauma, e quindi la maggioranza è in relazione a traumi di una certa importanza. Il pericolo è duplice, per il danno alle strutture nervose che passano nel canale vertebrale, e per l’instabilità, che oltre alle deformazioni meccaniche ed estetiche della colonna, rischia di aggrava il danno alle strutture nervose. Ne consegue dolore, soprattutto locale, ed in rapporto al livello, danno alla motilità ed alla sensibilità degli arti inferiori ed eventualmente delle funzioni urinarie, fecali e genitali. La figura illustra una vertebra fratturata, il cattivo “allineamento” della colonna e “la riparazione” (il fissaggio) con barre e viti. Vanno considerate a parte le fratture osteoporotiche, che interessano le donne dopo la menopausa, per le quali si rimanda alla scheda su frattura da osteoporosi.

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