Neurochirurgo

testata.jpg
Dr. Caputi

Il disco vertebrale è interposto tra due corpi vertebrale, contenuto tra i margini di  vertebre contigue (piatti discali). Il disco serve ad ammortizzare ed armonizzare i movimenti tra le vertebre. Non è provvisto di vasi sanguigni ed è quindi di colore bianco. L’altezza normale è di 14 mm, dovuti ad una parte elastica centrale (nucleo) ed una parte contenitiva (anulus) all’esterno. La parte centrale elastica è costituita da molecole fortemente idrofile, i proteoglicani alla cui aggregazione contribuisce l’acido ialuronico.  

Disco vertebrale normale alla risonanza magnetica: l’ovale bianco in T2 rappresenta il nucleo ed il margine nero l’anulus fibroso

L’anulus del disco intervertebrale, pur contenendo esso stesso dei proteoglicani, è più ricco di fibre connettive, in modo da contenere le spinte della parte centrale, ammortizzante.

Il primo disco intervertebrale è a C1-C2 (cervicale 1 e cervicale 2), l’ultimo ad L5-S1 (lombare 5 e sacrale 1). Quelli maggiormente coinvolti nei movimenti della colonna sono i cervicali ed i lombari. Per questo motivo sono più soggetti ad usura. A livello cervicale il disco più coinvolto è a C5-C6, a livello lombare a L4-L5. È proprio a questo livello che sono più frequenti le ernie del disco ed in generale qui è più frequente la patologia degenerativa: disco nero, artrosi e stenosi.

Ci si chiede come proteggere e preservare l’integrità dei dischi vertebrali. Purtroppo non c’è nessuna cura certa ed i vari integratori compresa la condroitina e l’acido ialuronico non producono risultati dimostrabili. 

Sicuro è l’effetto usurante degli sforzi fisici eccessivi e paradossalmente dell’immobilità. Sottolineo questo ultimo aspetto poiché le condizioni di lavoro attuale spesso costringono, con l’uso del computer, all’immobilità. Lo stesso vale per i mezzi di intrattenimento audiovisivi (televisione, videogiochi e telefonini etc).

La prevenzione si basa fondamentalmente in esercizi che mettono in movimento la colonna senza stress. Si suggeriscono esercizi di rotazione della colonna, cyclette senza resistenza, esercizi in estensione senza carichi, Pilates e ginnastica posturale. Il loro ruolo è quello di favorire l’apporto di sangue verso il disco ed i muscoli, il trofismo (nutrizione) dei tessuti e la produzione di acido ialuronico.

Vertebra lombare con la posizione del disco. È visibile il rapporto don il canale vertebrale e le radici spinali

Lo schema illustra il disco visto di profilo tra due corpi vertebrali. Esso evidenzia come la vascolarizzazione si fermi sul margine delle vertebre (end plates)

Disco intervertebrale integro (dal cadavere) in cui si evidenzia il nucleo polposo (1) di consistenza gelatinosa, con funzioni ammortizzanti, e l’anulus, costituito da fibre che circondano e contengono l’anulus (2)

Immagine di un disco degenerato

Condividi l'articolo o stampa

Altri Articoli

Stabilizzazione percutanea lombare

I progressi tecnologici hanno favorito la diffusione degli interventi di stabilizzazione sulla colonna vertebrale lombare. Lo scopo è quello di ridurne la mobilità patologica causa di dolore e di deficit neurologici. I rischi dell’intervento sono bassi ed il recupero pressoché immediato.

Leggi tutto »

Tabella dei Contenuti