Dott. Franco Caputi Neurochirurgo Roma

Spondilolistesi e spondilolisi

La spondilolistesi lombare rappresenta una condizione di instabilità vertebrale, ossia lo scivolamento di una vertebra sull’altra.

spondiloli

La spondilolistesi

Le vertebre comunemente interessate cono L5 ed S1 (95% dei casi), più raramente i livelli superiori. Presuppone un trauma o una “lassità” osteo articolare con mobilità anomala delle vertebre, e può peggiorare nel tempo. Le figure qui di seguito illustrano le possibili tappe evolutive di questo processo.

Classificazione della spondilolistesi
I0-25%
II25-50%
III50-75%
IV>75%

L’ “usura” (microtraumi) determinano uno stress nell’area gialla (istmo) [figura A], che può fratturarsi [ figura B] ed infine cicatrizzarsi per effetto della crescita di tessuto fibroso [figura C], che lascia scivolare L5 su S1. Ne risulta alla fine un “cattivo” allineamento della colonna vertebrale, con la vertebra L5 che scivola sul sacro e causa la spondiloliestesi, come si vede nella figura qui a destra. La spondilolistesi può essere “graduata”, usualmente da I a IV (1-4) a seconda della percentuale di scivolamento (dal 25 al 75% ed oltre). La freccia rossa indica la direzione dello scivolamento di L5.

spondilolistesi

La diagnosi è clinica e soprattutto radiologica. La clinica evidenzia attraverso le parole del paziente (anamnesi) ed opportune manovre diagnostiche, il dolore lombare, la rigidità antalgica (ridotta motilità del tronco a causa del dolore) ed i segni di sofferenza nervosa.

Questi parametri sono obiettivati:

  • dalla radiografia dinamica della colonna vertebrale (Rx in flesso-estensione),
  • dalla TC del tratto lombare, che mostra la lesione istmica e le condizioni del canale vertebrale,
  • dalla RM che fa vedere quanto questa anomalia interferisca con i tessuti nervosi e quindi con le radici (i nervi) che vanno verso gli arti inferiori.

Lo scivolamento “bloccato” con barre e viti

La elettromiografia “misura” il grado di sofferenza nervosa.

Il trattamento si basa sulla “stabilizzazione” secondo varie modalità. Nei casi più lievi può bastare il rinforzo del “manicotto” muscolare paravertebrale, col nuoto, specie dorso, ed esercizi volti a potenziare i muscoli ed i legamenti intorno alla colonna vertebrale. Nei casi più gravi la stabilizzazione deve essere ottenuta con mezzi di sintesi, ossia barre e viti che “fissano” le vertebre “instabili”, spesso da L4 ad S1. Qui a fianco una spondilolistesi “trattata”.

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