Dott. Franco Caputi Neurochirurgo Roma

Neurinoma dorsale: caso clinico

Il caso della signora RAN

Da qualche mese la signora lamentava un dolore dorsale nella zona della scapola a sinistra: aveva avuto l’impressione che si trattasse di un dolore reumatico. Il dolore è però troppo insistente ed il suo medico le aveva suggerito di fare almeno una radiografia del tratto di colonna interessato.

NEURINOMA DORSALE TRACCIATO

Il neurinoma descritto, a “clessidra”, che impronta il midollo tratteggiato in verde

Un bravo radiologo nota una lieve alterazione ossea. Viene chiesto un confronto con precedenti radiografie: la piccola anormalità era già presente. Non che la cosa fosse di molto rilievo, ed avrebbe potuto passare davanti agli occhi senza accorgersene. Il quadro radiologico è quasi normale, ed infatti la radiografia precedente era stata considerata normale. Ora le cose sono diverse, il dolore è più insistente, la radiografia va valutata con più attenzione. L’alterazione riscontrata è a carico del forame di coniugazione, là dove esce la radice nervosa. Si tratta di una dilatazione, ossia c’era da pensare a qualcosa che crescendo lentamente all’interno del forame, lo avesse allargato progressivamente.

Questo lascia suporre al neurochirurgo che possa essere un neurinoma spinale, ossia un tumore che crescendo lentamente dalla radice nervosa, che lascia il midollo spinale attraverso quel forame, abbia lentamente eroso e quindi allargato il forame di coniugazione.

NANNI NEURINOMA DORSALE TRACCIATO ASSIALE

Il neurinoma tratteggiato in giallo, a contatto con l’aorta (tratteggiata in verde). Il forame di coniugazione slargato è trattegiato in arancione

Una risonanza magnetica ed una TC dimostrano senz’ombra di dubbio che si tratta di un grosso tumore “a clessidra”, tipicamente un neurinoma esteso dentro e fuori il canale vertebrale, “strozzato” nel canale di coniugazione. Il tumore è ormai grosso, di circa 6 cm per quattro, aderente alla pleura ed in stretto contatto con l’ aorta toracica. Le immagini lasciano vedere il neurinoma.

La signora consulta vari specialisti: emerge chiara la delicatezza del problema. Qualcuno pensa che la rimozione del tumore possa destabilizzare la colonna e quindi poi deve essere “bloccata” con barre viti. Qualche altro pensa che rimuovendo delicatamente la lesione, la stabilità della colonna non verrà compromessa.

La decisione finale ed il risultato

NEURINOMAPOSTOP2

La freccia rossa indica l’ingresso chirurgico, il tratteggio verde il canale midollare restaurato. la scritta gialla indica l’aorta contigua alla lesione asportata

È l’estate, è meglio pensarci e prendersi una vacanza. Da tutti le è stato assicurato che il neurinoma si sviluppa lentamente e c’è qualche settimana “per pensarci”. Quando la signora ha deciso l’intervento, nel primo autunno, viene da noi per operarsi. Ha ancora dolore, che in gran parte però è controllato con la terapia prescritta. Alla visita, la pressione sul tumore provoca ancora dolore intenso ed immediato. Per il resto la signora sta bene.

L’intervento viene eseguito con il microscopio operatorio. Si apre canale di coniugazione ed il neurinoma viene delimitato accuratamente.

neurinoma dorsale

Il neurinoma mentre viene rimosso
con l’aspiratore ultrasonico

Si stacca la parte nervosa e poi con delicatezza la parte aderente alla pleura verso la profondità del mediastino e quindi verso l’aorta. Le barriere non vengono infrante. La colonna vertebrale appare solida: i muscoli vengono riaccostati e quindi la cute chiusa. Il filmato mostra l’ intervento e la risonanza magnetica il controllo post-operatorio in cui l’ingombrante massa è “scomparsa”. Non è stato necessario stabilizzare la colonna: se ne va a casa e torna qualche volta per salutarci con qualche deliziosa marmellata e dei dolci fatti con le sue mani. Intanto continua a frequentare la palestra di sempre per mantenersi in forma.

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