Dott. Franco Caputi Neurochirurgo Roma

Ernia Dorsale

L’ernia con dolore toracico

Raramente richiede un intervento, con un’alta incidenza (fino al 37%) di casi asintomatici. Considerando tutti gli interventi per ernia del disco, includendo quelli per ernia lombare (la più frequente), e cervicale, incide per il 2%. Il disco deborda oltre i suoi confini naturali (l’anulus) e sporge verso il canale midollare comprimendo la radice corrispondente ed eventualmente il midollo spinale.

dolore toracico

Distribuzione del dolore per ernia del disco dorsale

Ciò comporta dolore toracico a “cintura” da un lato, talora esteso verso il basso e con segni di compressione midollare. In questo caso si osserva rigidità e difficoltà motoria agli arti inferiori. Il livello più frequentemente interessato è T6-T7 e T7-T8.

L’ernia

L’ernia può essere molle, e più spesso “dura” per reazione dei margini vertebrali con produzione di becchi ossei (osteofiti). La compressione sulla radice corrispondente comporta dolore verso il torace o la parte alta dell’addome, la compressione del midollo determina invece compressione delle vie lunghe, ossia delle fibre che dall’encefalo (aree motorie e sensitive) discendono verso gli arti inferiori, con conseguente sofferenza funzionale.

Quest’ultimo fenomeno comporta estensione del dolore e dei disturbi sensitivi agli arti inferiori e soprattutto difficoltà motorie. L’esame clinico rivela ciò che in termini tecnici è indicata come sofferenza piramidale o cordonale.

La figura di fianco mostra l’ernia (rossiccia) che debordando tra i corpi vertebrali, preme sulla radice (giallastra).

Grossa ernia toracica (D9) indicata dalla freccia rossa. Il midollo, freccia gialla, risulta marcatamente sofferente.

La diagnosi

La diagnosi viene fatta con l’esame anamnestico (la storia della malattia) e clinico (la visita) e confermata dalla Risonanza Magnetica o dalla TC.
La sofferenza delle radici e dei tratti nervosi viene documentata dall’esame elettromiografico e dallo studio dei potenziali evocati sensitivi e motori. La diagnosi differenziale riguarda soprattutto la patologia tumorale vertebro-midollare.

Il trattamento

Il trattamento è chirurgico. Rispetto all’ernia lombare e cervicale, è di più difficile attuazione con maggiori rischi. L’intervento viene effettuatto mediante approccio posterolaterale, preferibilmente con tecnica microchirurgica, poichè il midollo spinale in questa sede è estremamente suscettibile.

Tecniche alternative sono quelle endoscopica, transtoracica o transpedicolare. Eccezionalmente è applicabile la discectomia percutanea con coblatore.

I rischi ed i risultati

I rischi sono di tipo generico e specifico. I rischi generici sono quelli legati alle procedure anestesiologiche ed alla reattività biologiche dell’individuo sottoposto ad intervento. I rischi specifici dell’intervento includono la formazione di ematomi, fistole, infezioni ed in casi più gravi danno alle strutture nervose. La decompressione delle radici e del midollo assicura nella maggioranza dei casi buoni risultati clinici.

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Riferimenti Scientifici:
Jho HD: Endoscopic transpedicular thoracic discectomy. Journal of Neurosurgery (Spine 2) 91:151-156, 1999
Bilsky H. M.: Transpedicular approach for thoracic disk herniations. Neurosurgical focus, 9 (4)E3, 2000.
 
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