Dott. Franco Caputi Neurochirurgo Roma

Elena che preferisce la terapia medica

La signora E.G. di 42 anni, sportiva e dinamica, oltre che eccellente manager s’era scontrata con il primo serio malanno della sua vita: un dolore lombosciatalgico che l’aveva costretta a rinunciare al ciclismo, suo sport preferito.

Dapprima aveva avvertito qualche dolore lombare che prontamente scompariva con l’Aulin o farmaci simili. Poi un giorno, sei mesi prima, era rimasta bloccata da un violento dolore occorso mentre “traslocava”.

risonanza

La risonanza prima e dopo con la diminuzione di volume del frammento, che corrisponde alla scomparsa dei sintomi.

Il dolore l’aveva costretta a letto per quasi una settimana. Qualsiasi movimento, anche uno starnuto, lo intensificava. Se poi cercava di allungare la gamba “vedeva le stelle” ed il gluteo, la coscia, il polpaccio rimanevano contratti in un violento crampo. Dopo una quindicina di giorni il dolore era andato attenuandosi, ma era costretta a muoversi con molta cautela ed a portare con sé sempre qualche antidolorifico, a parte gli antinfiammatori che assumeva costantemente. Quando aveva ricominciato a lavorare, la sedia era diventata uno strumento di tortura, e nei momenti più impensati era costretta ad alzarsi e cercare un giacigli per distendersi.

La risonanza magnetica che qui sotto presentiamo dimostrò la presenza di una frammento discale espulso (estruso). Fu a questo punto visitata riscontrando i tipici segni della sofferenza radicolare, ossia Lasègue, riduzione del riflesso achilleo e dolore lungo il decorso del nervo sciatico. L’elettromiografia successivamente praticata confermò la sofferenza del nervo.

Si discussero con la signora le opzioni terapeutiche:

  • prosieguo della terapia medica
  • rimozione chirurgica mediante microdiscectomia o endoscopia.

La seconda opzione fu quella raccomandata, poiché essa più di tutte avrebbe garantito la scomparsa del dolore e della sofferenza nervosa. Il prosieguo della terapia medica, benché avesse una sua logica poiché si trattava del primo episodio e c’erano stati comunque modesti segni di miglioramento nel tempo, sarebbe potuta risultare vana.

La signora del resto non voleva affrontare un intervento chirurgico, quantunque considerato a basso rischio.

Le venne data una terapia medica che integrava sostanze con diverse proprietà farmacologiche. I risultati furono eccellenti fin dall’inizio. La signora mi comunicava telefonicamente dei progressi e finalmente dopo una ventina di giorni annunciava la scomparsa completa del dolore. Come previsto cominciò a fare nuoto. Dopo circa sei mesi 6 luglio 2004) mi ha inviato la seguente lettera ed è venuta a visita di controllo. Si è confermata l’assenza di dolore, il Lasègue è scomparso, il riflesso achilleo (movimento riflesso del piede alla percussione del tendine di achille) è migliorato e non mostra segni di contrattura nella regione lombare. La RM ha dimostrato la scomparsa quasi totale del frammento erniario espulso, come si vede dal confronto delle immagini.

In conclusione, anche se un frammento espulso di grosse dimensioni indica un trattamento chirurgico, una adeguata terapia medica va sempre tentata, poiché è possibile un riassorbimento spontaneo della lesione.

La lettera

Gentile dr Caputi,
probabilmente non si ricorda di me, ma mi aveva diagnosticato un’ernia L5-S1 all’inizio del mese di ottobre, poi confermata da una Risonanza Magnetica, e mi aveva prescritto una terapia fondata sulla ginnastica posturale. Mi aveva anche detto che per pura curiosità scientifica sarebbe stato interessante rifare la Risonanza Magnetica dopo alcuni mesi di terapia…

Volevo dirle che oggi ho ritirato i risultati della risonanza magnetica fatta una decina di giorni fa e che, nel riconfermarmi l’ernia, specifica essersi ridotta di dimensioni rispetto al precedente esame di ottobre (a voce mi hanno detto “sensibilmente ridotta”).

Nel ringraziarla per la cura efficace (ho anche ripreso ad andare in bicicletta con una certa assiduità e intensità), volevo dirle che i miei esami sono a sua disposizione se ritiene possano esserle utili per studi o pubblicazioni.

Molto cordialmente
E. G.

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