Dott. Franco Caputi Neurochirurgo Roma

Il Cavernoma: quando meno te l’aspetti!

Già, un mal di testa, e vuoi che sia? Quella volta però era stato molto intenso e pensando tutto quello che aveva letto le era rimasta una pulce nell’orecchio. Un mal di testa improvviso e violento deve avere una qualche spiegazione.

caveroma rm

Il cavernoma quale appariva alla risonanza
magnetica al momento della diagnosi.

“Cavernoma” un nome che non aveva mai sentito benché studiasse medicina, ma era quello che risultava dalla risonanza magnetica. aveva fatto delle ricerche in biblioteca, in Internet ed aveva chiesto agli amici avanti negli studi: che cos’è un cavernoma e quali pericoli comporta?

Aveva scoperto che si trattava di vasi congenitamente malformati, presenti dalla nascita ed immaturi, perciò con le pareti più fragili che di norma. Comportava un certo rischio di epilessia e soprattutto pericolosi sanguinamenti improvvisi e violenti.

cavernoma

La localizzane precisa del cavernoma indicata dalla “macchia” rossa proiettata sulla superficie cranica e quindi sui capelli dellapaziente (non è necessaria la rasura dei capelli)Ciò consente una ferita più piccola ed una migliore localizzazione
operatoria. Il recupero è più rapido ed il rischio di complicanze diminuisce.

Aveva anche letto che, quasi sempre, i sanguinamenti maggiori sono preceduti da sanguinamenti minori.

Il rischio annuo di sanguinamento per il cavernoma è tra il 2 ed il 3%. La lesione era a sinistra in area pre-motoria. La ragazza sapeva che nella parte sinistra del cervello sono rappresentate molte funzioni importanti e che l’area pre-motoria controlla alcuni aspetti del movimento.

Era possibile che ci fosse stata già una piccola perdita di sangue. Un sanguinamento maggiore avrebbe potuto compromettere la capacità di muovere la parte destra del corpo.

Aveva deciso perciò di operarsi. La disturbava l’idea di tagliare i suoi capelli biondi. Aveva letto che si poteva fare senza toccarli, e lo chiese espressamente. Aveva anche appreso che la malformazione poteva essere asportata attraverso un piccolo sportello (taglio osseo), in modo mininvasivo.

l computer, ricostruendo le immagini di risonanza, mostrò tutti i dettagli della malformazione e con queste informazioni aggiuntive il chirurgo intervenne. Qualche giorno dopo la ragazza l’intervento ritornò a casa nella regione d’origine. I capelli erano rimasti al loro posto e soprattutto il cavernoma non c’era più. Ora continua i suoi studi di medicina con più serenità!

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Riferimenti Scientifici:
Greenberg: Handbook of Neurosurgery, 2001, 5th edition, Thieme Medical Publishers.
 
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